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A partire dagli anni Sessanta del Novecento la Puglia partecipò più delle altre regioni meridionali al processo di industrializzazione dell'economia italiana. Alla fine degli anni Settanta il prodotto lordo pro capite regionale fu pari circa ai tre quarti di quello medio nazionale, al di sopra della media delle regioni dell'Italia del Sud ma lontano da quello delle regioni più ricche.Il capoluogo, Bari, continuò a mantenere un carattere prevalentemente amministrativo e terziario (Fiera del Mezzogiorno), mentre si espandeva l'industria turistica, in particolare nel Gargano e nel Salento. L'agricoltura, pur contando su una lunga storia di colture pregiate (olivo, vite ecc.), solo negli ultimo decennio del Novecento ha cominciato a valorizzarne tutte le sue potenzialità qualitative e commerciali. All'inizio del Duemila, la Puglia si colloca ancora a un livello di ricchezza e sviluppo  superiore a quello medio meridionale. Il sistema economico vanta un settore primario di affermate tradizioni, che ha saputo localmente acquisire forme organizzative moderne, e uno sviluppo industriale che risulta piuttosto dinamico.

La Puglia è terra di antichi mestieri nei piccoli borghi e nelle grandi città il lavoro degli artigiani rivive nella lavorazione di splendide creazioni artistiche, oggi come allora realizzate secondo metodi tradizionali. Sono i famosi fischietti di terracotta di Rutigliano, i merletti del Gargano, i prodotti ceramici di Grottaglie e i manufatti realizzati nel Salento con la tenera pietra leccese, con il ferro battuto e con la cartapesta e tanti altri. Ancora oggi gli antichi mestieri sono vivi e rendono caratteristica la regione.

 La Puglia è anche terra di saperi e profumi. La maestria di fornai, casari, agricoltori trasforma i frutti della terra in prodotti semplici e, proprio per questo, ricchi di sapore e profumo. Impossibile non provare il pane di Altamura, famosissimo per il gusto ed il colore inconfondibile, quello giallo del grano da cui proviene. L’Aleatico, il Primitivo di Manduria e il Negroamaro sono punte di eccellenza di una produzione vinicola qualificata e conosciuta in tutto il mondo.

il settore agricolo conta un numero di addetti fra i più alti del Paese (10,2%). Buoni sono il volume della produzione, con taluni primati nazionali, e ancor più la varietà delle colture, che contribuisce a far conseguire alla Puglia la più alta produttività dell'Italia meridionale: la regione, che vanta il primato nazionale di superficie agricola utilizzata per colture arboree permanenti, ha elevate produzioni di uva da tavola e da vino, si possono citare  L’Aleatico, il Primitivo di Manduria e il Negroamaro che sono punte di eccellenza di una produzione vinicola qualificata e conosciuta in tutto il mondo e non meno per la produzione olearia di ben 5 oli dop. Si coltivano, inoltre, carciofi, insalata, frumento (essenzialmente grano duro), peperoni, pomodori, finocchi, tabacco, mandorle, barbabietole da zucchero, cavoli, cavolfiori e altri ortaggi. La zootecnia è al contrario di scarso rilievo, con una relativa specializzazione nell'allevamento avicolo. La regione ha nel Mar Piccolo di Taranto le principali coltivazioni di molluschi (cozze e vongole) ed è la prima in Italia per pescato complessivo

Tipiche specializzazioni dell'industria regionale sono le produzioni tessili, dell'abbigliamento e della lavorazione del cuoio, della pasta, che hanno tuttavia risentito (dagli anni Novanta) della concorrenza estera. Sono sviluppati anche i settori siderurgico, meccanico (mezzi di trasporto e componentistica per automobili), chimico, alimentare e della produzione di mobili.

 Vi sono notevoli università (Bari, Lecce ecc.);

un'altra area specializzata molto importante è quella del mobile imbottito (divani e poltrone), che ha i suoi centri principali ad Altamura e Santeramo in Colle (provincia di Bari) e a Matera in Basilicata, e produce oltre il 60% dei divani in pelle imbottiti fabbricati in Italia.

Un’ulteriore fonte di sostentamento che cresce sempre di più è comunque il turismo storico-artistico con i suoi esercizi ricettivi che offrono nel complesso quasi 73.000 posti letto la maggior parte dei quali messi a disposizione dai 270 alberghi, altra quota considerevole offerta dai 30 campeggi e villaggi turistici, segue poi non per ultimi i b&b e agriturismi. La provincia di Lecce è comunque attenta a fornire ai propri ospiti una vacanza interessante ed allegra con le varie manifestazioni attrazioni ed enogastronomia compresa che alla fine risulterà indimenticabile.



 

 

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